BASILICA-SANTUARIO MARIA SS.MA DI CANNETO

Via Valle di Canneto N°1 - 03040 Settefrati (fr)Madonna di Canneto

Storia

Compagnie

Aquino

Dal 19 al 23 Agosto Viaggio tra Fede e tradizioni

Tutti gli anni la notte del 19 agosto la Compagnia di Aquino si raccoglie nella chiesa Madonna della Libera. Dopo la S. Messa notturna e la benedizione, si parte in processione per giungere al cimitero dove viene lasciata la statua della Libera, che sarà ripresa al ritorno e ricondotta, sempre in processione, nella sua abituale dimora. Inizia cosi il cammino che porterà la Compagnia di Aquino ai piedi della Vergine Maria. Al primo chilometro partecipa tanta gente che, pur non andando al santuario, non vuole rinunciare a quella suggestiva processione sotto le stelle.
Dal Cimitero di Aquino si giunge alla Casilina accompagnando il passo con canti e preghiere, si attraversa Cassino e sul tardi si giunge all’Olivella, la borgata sotto Sant’Elia. Qui ci si ferma per la prima sosta. Nel pomeriggio della giornata seguente riprende il cammino e sul calare del sole, si arriva ad Atina, poi Picinisco, dove si attende la grande festa patronale. E’ il terzo giorno quando, risalendo il Melfa, ci si incammina per Canneto. Giunti al Santuario si fanno tre rituali giri, poi, si entra in chiesa dove ci si potrà finalmente, dopo i tanti giorni di cammino, inginocchiarsi e pregare. Col calare della sera i pellegrini si addormentano, chi sotto il porticato, chi sotto le Stelle (Se il tempo lo permette) o nelle tende allestite in valle.
Il mattino seguente, prima che il sole sorga, si entra in chiesa, si saluta per l’ultima volta la Madonna e ci si incammina questa volta non più verso Picinisco ma Settefrati, dove si attende a sera l’arrivo della Madonna Bianca. La sera del quinto giorno si rientra ad Aquino.1

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1 DI NALLO T., Noi a Canneto, Tip. Pontone, Cassino 2003, p. 7.

Picinisco

Pellegrinaggio a Canneto dal limitrofo paese di Picinisco (1693-1655).

Picinisco è l'ultimo paese che si incontra sull'itinerario di Canneto, prima di affrontare le asperità dell'alta montagna e raggiungere la meta agognata, per le compagnie o processioni di devoti, che nel ferragosto di ogni anno provengono a piedi dalle Pianure del basso Liri, dal Cassinate e dall’entroterra montuoso delle Mainarde, conservando una delle più antiche e predilette tradizioni del santuario, appunto il pellegrinaggio a piedi.
Il pellegrinaggio parrocchiale risulta storicamente e quindi con certezza dal 1639 in poi. Le testimonianze in merito ci provengono tutte dal’archivio parrocchiale della chiesa di San Lorenzo del paese e piu esattamente dai registri del collegio dei canonici.
Difatti per tale processione il capitolo della chiesa ricevette dai sindaci del luogo un compenso di 10 carlini da ripartirsi tra i singoli canonici,che avevano partecipato personalmente a quel rito penitenziale ai piedi della SS.ma vergine. Una Manifestazione di fede e di penitenza : ecco cos’a era allora e deve rimanere per sempre un pellegrinaggio a un santuario.
Un nuovo pellegrinaggio a canneto da picinisco è attestato il 10 agosto 1642 con un compenso di 10 carlini dati dalla medesima autorità civile ai canonici partecipanti.Due altre processioni, sempre promosse dai sindaci, si ebbero nel 1645.
Nel novembre 1660 i sindaci del paese versarono al capitolo della collegiata la somma di 20 carlini, sia per incoraggiare i canonici a prender parte a un pellegrinaggio a canneto, sia perche essi, qui giunti vi celebrassero una messa in onore di S.Anna.
Il 4 Maggio e il 10 agosto 1662 sono annotati altri due pellegrinaggi a Canneto .il 9 maggio dell’anno successivo , ad istanza dei sindaci veniva recitata nella chiesa parrocchiale di picinisco una litania alla madonna di canneto.
Nel 1655 si trovano registrati altri tre pellegrinaggi al santuario. Anche Questi, come tutti o quasi tutti gli altri, erano promossi “ad istanza dei sindaci ”. Gli scopi specifici per cui essi si effettuavano non risultano annotati, ma come ogni evidenza erano processioni penitenziali fastte per necessità pubbliche, come quelle di ottenere la pioggia o la serenità del cielo oppure per scongiurare calamità incombenti come le carestie e i terremoti.1

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1ANTONELLI D., La chiesa S.Maria di Canneto:dalle antiche costruzioni all'attuale ricostruzione, in "Il Santuario di Canneto. Bollettino illustrato quadrimesrale", 2a serie, Anno III, 7(2006 ), pp. 17-19.

Settefrati

14 Agosto

Fin dalle prime luci dell’alba, Settefrati, piccolo paese di montagna con poco più di ottocento abitanti, inizia a respirare una nuova aria. Molti Settefratesi sono ritornati dall’estero per rivivere quelle emozioni ed esperienze vissute da bambini, che mai hanno dimenticato e che portano sempre nel cuore. E’ sera quando le campane con il loro suono, che domina la valle ed entra in ogni casa, chiamano a raccolta il popolo. La chiesa di S. Stefano in un attimo si riempie, ed ecco tra canti, preghiere e qualche lacrima, la Madonna si scopre per scendere lentamente dalla sua urna lignea, scomparire dietro il coro e poi riapparire davanti all’immensa folla sul suo piedistallo. Riuscire a descrivere la commozione e l’entusiasmo che suscita tra i presenti la "calata della Madonna" è cosa assai difficile, è uno di quegli avvenimenti che parlano direttamente al cuore e che rievoca nella mente gli avvenimenti del passato.

18 Agosto

In ossequio alla pia credenza popolare della inamovibilità dell'antico simulacro della Vergine Bruna, che suscitava un vago senso di timore e lo circondava di un alone di mistero, alla metà del XIX secolo il clero di Settefrati pensò di realizzare una seconda statua della Madonna di Canneto con funzione suppletiva, cioè che fosse "movibile" e potesse essere condotta in processione per le vie del paese, come altri Santi, e a Canneto nei giorni della festa in sostitizione delle trafugate reliquie, che qui venivano portate ogni anno alla viglia della festa.
Dopo la S. Messa delle ore 7.00, al canto dell'"Ave Maris Stella", l
'immagine della Madonna esce dalla chiesa di S. Stefano ed effettua subito una prima sosta sulla scalinata, che sovrasta la Piazza del Municipio, per assistere all'imponente getto d'acqua che si lancia verso il cielo dalla grande fontana, ivi collocata, a ricordo del miracolo da Lei compiuto nella Valle di Canneto allorché apparve alla giovane pastorella settfratese Silvana. Attraversata la Piazza, l'immagine, seguita da una lunga e partecipata processione, si dirige verso la chiesa della Madonna delle Grazie, dove effettua una seconda sosta per indossare gli abiti dimessi della pastorella, e portarsi quindi sul sentiero alpestre che conduce al Santuario di Canneto.

22 Agosto

In mattinata, anticamente, si svolgeva un concorso riservato alle Compagnie, che dovevano sfilare davanti ad una giuria composta dal locale Comitato Feste. La Compagnia, che si distingueva per la cura particolare del vestiario, per compostezza, allineamento e passo, veniva premiata con un labaro, consegnato da una ragazza del posto eletta, per l’occasione, “Pastorella”.
La giornata si conclude con la processione di ritorno a Settefrati della statua della Madonna Bianca portata a Canneto il 18 agosto. Dopo il panegirico mariano, tenuto dal portico della chiesa di S. Maria delle Grazie, la Madonna, in un tripudio di folla, tra fuochi pirotecnici e suoni festosi di campane e di banda musicale, fa il suo ingresso solenne in paese e quindi nella chiesa parrocchiale.

29 Agosto

E’ giunta l’ora di rivolgere l’ultimo saluto alla Madonna Bianca che, dopo aver attraversato il paese in processione, a sera rientra nella sua urna per essere scoperta nuovamente il 14 agosto dell’anno successivo.

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