BASILICA-SANTUARIO MARIA SS.MA DI CANNETO

Via Valle di Canneto N°1 - 03040 Settefrati (fr)Madonna di Canneto

Il culto della Madonna di Canneto a Stamford

Tra il 1880 e il 1920, molti degli emigranti in America, provenienti dal Centro-Sud dell’Italia, per la somiglianza con i propri paesi d’origine, si stabilirono nella piccola città di Stamford nel Connecticut, a pochi chilometri da New York, mentre altri proseguirono per New York, per il New Jersey e per la Pensylvania. «Poiché Stamford era una cittadina industriale in cui il settore dell’edilizia era in pieno sviluppo, quasi tutti trovarono lavoro come manovali e braccianti. Accolti con diffidenza, gli italiani cominciarono a praticare le loro usanze ...

I nuovi arrivati cercarono anche una chiesa cattolica, ove partecipare alla messa domenicale e celebrare le festività patronali dei paesi di origine. Nel centro di Stamford vi era una chiesa, dedicata a San Giovanni (Saint John’s Church), costruita e frequentata esclusivamente da irlandesi. Il Padre Rettore, Father James O’Brian, nella sua grande “magnanimità”, concesse agli italiani lo scantinato di quella chiesa per la celebrazione della Santa Messa e assegnò loro un giovane e dinamico sacerdote irlandese, Father Kelly, per la guida spirituale.

La nascente comunità cominciò pian piano ad organizzarsi e a diffondere il culto per i Santi Patroni della terra natìa: i Minturnesi per la Madonna delle Grazie; i Settefratesi per la Madonna di Canneto; i San Manghesi per San Vito e via cosi. Ognuno desiderava festeggiare il patrono secondo le tradizioni del proprio paese: processioni, panegirici, concerti bandistici, fuochi d’artificio.

Il 19 giugno 1924 fu un giorno storico e memorabile per gli italiani. Gli oriundi di San Mango sul Calore (AV) celebrarono la festa di San Vito Patrono di San Mango, portando a spalla la statua del Santo per le strade della città, accompagnata dalla banda musicale e da moltissimi fedeli. Al termine, i festeggiamenti continuarono nello spiazzale. Era la prima volta che gli abitanti di Stamford vedevano una processione. La gente si fermava ai margini della strada e guardava incredula quanto accadeva. La celebrazione fu un gran successo e si instaurò una tradizione che continua tutt’oggi, anche se in modo più solenne, con una durata di ben quattro giorni.

Gli italiani cominciarono a sentirsi a casa. Il numero di fedeli aumentava di giorno in giorno. Il sotterraneo di San Giovanni si presentava ormai insufficiente. Si decise così di costituire un comitato per la costruzione di una chiesa italiana. Il Padre Rettore approvò e designò lo stesso Father Kelly parroco della nuova comunità tra la gioia e l’esultanza di tutti.

Dal 1921 al 1922 il comitato si attivò per la raccolta di fondi, organizzando feste, lotterie e donazioni. Fu un grande successo! Si passò, quindi, all’acquisto di un’area dove costruire: nel mezzo della West Side, la zona di Stamford dove gli italiani si erano stabiliti.

Nel maggio del 1922 il comitato si rivolse all’Arcivescovo Nyland dell’Arcidiocesi di Hartford per l’approvazione del progetto: non chiese finanziamenti, ma solo l’autorizzazione a realizzare, con le proprie mani ed i propri sacrifici, una chiesa italiana dove partecipare alla Santa Messa domenicale e quotidiana. L’Arcivescovo diede la sua benedizione. L’opera iniziò poco dopo. Gli italiani, uniti, lavorarono sodo, giorno dopo giorno, per portare a termine il loro sogno. Nonostante gli ostacoli ed i pregiudizi, essi riuscirono nell’intento con enormi sacrifici, duro lavoro e tanta buona volontà.

Il giorno 19 giugno 1924 si consacrò a Stamford la chiesa del Sacro Cuore, “Sacred Heart Church” e la Santa Messa fu celebrata da Father Kelly, che rimase parroco degli italiani ancora per molti anni.

La Sacred Heart Church continua ad essere ancora oggi il centro delle attività religiose e culturali degli Italiani residenti in quella terra»1.

Il 7 luglio 1931 i Settefratesi residenti a Stamford fondarono il “Settefratese Social Club” per la tutela della propria identità e delle proprie tradizioni, accompagnata da una valorizzazione della memoria e dell’eredità culturale, in un’idea di comunità allargata. Puntualmente, nel mese di agosto, in concomitanza con le feste di Canneto, il “Club” organizza una giornata in onore della Madonna di Canneto, con una solenne Santa Messa nella “Sacred Heart Church”, per sentirsi un tutt’uno con quanti festeggiano la Vergine Bruna in Italia e a Windsor.

 

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D. SOCCI SKIDMORE, Racconto di una Settefratese residente in America, in "Il Santuario di Canneto. Settefrati", Bollettino Illustrato quadrimestrale, 2a serie, Anno II, n. 6 (2005), pp. 29-30; n. 7 (2005), pp. 24-25.

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