BASILICA-SANTUARIO MARIA SS.MA DI CANNETO

Via Valle di Canneto N°1 - 03040 Settefrati (fr)Madonna di Canneto

Stati Uniti

La Chiesa

La casa del Pellegrino

Il precedente manufatto, costruito accanto alla Chiesa negli anni 1891-94 dall'infaticabile eremita Agnese Massarella con il solo obolo dei fedeli e nei decenni posteriori ricollegato al tempio mediante un portico, sia per la sua vetustà che per le sue limitate capacità ricettive appariva inagibile e del tutto inadatto alle esigenze del nuovo Santuario.

Perciò fin dagli anni '60 insieme col progetto della ricostruzione della Chiesa andò maturando il disegno di dotare il Santuario di una nuova casa del Pellegrino.
Dopo varie consultazioni, la preparazione dei grafici fu affidata all'arch. Riccardo Zizzo di Roma. La relativa pratica in poco più di due anni, 1968-1970, esaurì positivamente il suo iter burocratico, ottenendo il benestare di tutti gli organi civili competenti, specie della Soprintendenza ai Monumenti per il Lazio e della Direzione del Parco nazionale d'Abruzzo.
Il progetto, ovviamente subordinato a quello della nuova Chiesa, non poté essere subito attuato.
Nel 1982 fu ripreso e con alcune necessarie varianti apportate dall'ing. Garroni, progettista del tempio, dall'agosto al dicembre del medesimo anno con tempo di primato venne realizzato nelle sue strutture portanti dall'Impresa Paglia.
Seguì una pausa di due anni e mezzo. Ma, ad avvertire il deterioramento delle prime strutture, urgeva ricominciare i lavori, così il 15 luglio 1985 fu riaperto il cantiere. Si lavorò per diversi mesi e nelle feste di agosto 1986 la foresteria entrava parzialmente in funzione. Erano stati approntati il 1° e il 2° piano.
Nell'ottobre 1987 l'opera era compiuta. Essa è suddivisa in 4 piani con 21 camere, una sala conferenze e una sala soggiorno per i pellegrini ed è collegata alla Chiesa mediante un corpo seminterrato funzionale (sala conferenza) con un piccolo chiostro.
Tutto il grandioso complesso Chiesa-Foresteria, costruito dal 1978 al 1987, ha comportato una spesa di quasi 2 miliardi, alla quale in gran parte si è fatto fronte con le offerte dei fedeli, col ricavato di iniziative varie, con prestiti ottenuti dall'Amministrazione del Santuario e.... con l'attesa paziente delle Ditte esecutrici.
Da parte dello Stato non si è avuta finora alcuna sovvenzione consistente. Pertanto il deficit del Santuario ammonta a tutt’oggi ad alcune centinaia di milioni.
Nel settembre 1978, all'inizio di tutta l'opera di ricostruzione, si era partiti con una somma previsionale di appena 300 milioni.

La nuova Chiesa

Dal 1968 in poi si perseguì un unico obiettivo: portare a termine il restauro, cercando di riarmonizzare parte nuova e vecchia della Chiesa.
Ma, dopo vari tentativi progettuali, ultimo quello dell’arch. Mauti di Veroli, con la venuta del nuovo vescovo di Sora mons. Minchiatti, si optò per la soluzione radicale: dare a Canneto una nuova Chiesa.
Il 2 dicembre 1973 il Consiglio di Amministrazione di Canneto bandiva un concorso fra architetti ed ingegneri delle regioni Lazio, Campania, Abruzzo e Molise per un progetto di massima del nuovo Santuario con la conservazione dell'antica facciata e del nartece.
Il concorso, dopo alterne vicende, si chiudeva il 15 febbraio 1975 con la presentazione di ben 36 progetti. Nel maggio successivo la Commissione giudicatrice, formata dai rappresentanti degli Ordini degli Architetti e degli Ingegneri, nonché dei vari enti interessati, procedeva alla selezione degli elaborati e a conclusione dei suoi lavori presentava due progetti meritevoli al Consiglio di Amministrazione, il quale a sua volta sceglieva quello contrassegnato con la sigla: “1963 –Rinnovamento – 1975” dell'ing. Paolo Garroni di Roma.
Nell'agosto del 1975 si trasmetteva il progetto esecutivo alla Soprintendenza ai monumenti per il Lazio, la quale solo il 7 novembre 1977 rilasciava il suo benestare per l'esecuzione dell'opera.
Nell'estate 1978 si prendevano i contatti con la ditta appaltatrice: comm. Domenico Iucci di Sora e nel settembre 1978 iniziavano i lavori.
La statua della Madonna e tutta l'organizzazione del Santuario trovarono ospitalità nella vicina Casa salesiana.
Nel novembre 1981 la struttura generale della Chiesa era ultimata. Mancavano le rifiniture: tramezzi, infissi, vetrate ed impianti vari.

Dal vecchio edificio, provato dal tempo e dai terremoti, era sorto un nuovo vasto complesso che comprendeva la Chiesa propriamente detta e la cripta, un sottocorpo ampio quanto il tempio soprastante.
Nel luglio 1982 alla valente Ditta comm. Iucci di Sora subentrava l'Impresa edile Domenico Paglia di Monte S. Giovanni Campano, la quale iniziava un’altra grande opera, che stava a cuore della Direzione del Santuario: la Casa del Pellegrino.
Nel 1983 il Consiglio di Amministrazione, deciso a stringere i tempi per l'entrata in funzione della nuova Chiesa, dà incarico simultaneamente a ben sei ditte di portare a termine i lavori entro il ferragosto: 1) la Ditta Paglia per le rifiniture murarie; 2) la Ditta Valente-Marra di Villa Latina per le finestrature, vetrate ed avvolgibili; 3) la Ditta Polselli Gennaro di Broccostella per i rivestimenti murali e guardaroba in legno; 4) la Ditta Antonio Malizia di Settefrati per impianti idraulici e scarichi; 5) la Ditta Schiavi Gerardo e soci di Gallinaro per infissi alla chiesa e nuovo appartamentino; 6) la ditta Gismondi di Sora per impianti elettrici.
Il 18 agosto 1983, a soli cinque anni dall'inizio dei lavori con una solenne cerimonia presieduta da S.E.Mons. Lorenzo Chiarinelli, vescovo diocesano, si inaugurava la nuova Chiesa.
La Madonna tornava per sempre nella sua nuova ed antica sede, amata ed osannata da moltitudini immense.


Estetica della nuova Chiesa

“Un tempio maestoso, splendido ed accogliente, a sfondo naturalistico, che dal punto di vista strutturale si pone a mezza strada tra il tempio italico del sec. IV a.C., esistente tuttora a Capodacqua alle sorgenti del Melfa a m. 12 di profondità, archeologicamente accertato, e il precedente tempio della Madonna che è stato in questi cinque anni del tutto sostituito.
L'uno tutto immerso nell'ambiente, nei boschi e tra le acque, consacrato ed aperto alla natura, ovvero alle forze primigenie di essa: le sorgenti, la vita nelle sue più svariate forme della flora e della fauna locale, che destavano stupore nell'uomo primitivo.
L'altro, tutto chiuso alla natura, ripiegato su se stesso, pur essendo nella natura. Di tutto l'incantevole paesaggio di Canneto vi entrava solo quel canto di luce che serviva ad illuminare tenuemente l'interno, lasciando zone di penombra. Il resto rimaneva fuori, estraneo alla struttura, quasi che la natura non fosse più essa stessa il tempio di Dio. Una chiesa che poteva essere dovunque e anche a Canneto.
Ora nella nuova costruzione il paesaggio costituisce una componente essenziale della sua architettura e fa del sacro edificio un tempio originale, unico, tutto di Canneto.
Il valore dell'opera sta proprio in questa sua tipicità oltre che nella sua massima agilità, che è un elemento indispensabile in un tempio di massa come è quello di Canneto e che purtroppo mancava nel precedente manufatto.
La natura dintorno, discretamente schermata dalle grandi e piccole vetrate brunite, vi entra tutta quanta con la sua verginale bellezza e varietà di scorci.
Sullo sfondo del presbiterio, il riposante verde dei boschi, che dà un senso di profondo e di pace. Nel lucernario, le brulle scogliere di Cavallaro e il cielo di Canneto che accentuano quella spinta verso l'alto che anima tutto il complesso edilizio. Nella penitenzieria uomini, il pato nella sua vastità e l'anfiteatro dei monti, signoreggiato in lontananza dalle tre cuspidi della Camosciara, che danno un senso d'infinito.
Più che d'inserimento del tempio nella natura si deve d'ora in poi parlare di inserimento di questa in quello”.

Vecchia chiesa


E' attestata fin dall'inizio del sec. IX. Ha subito nel corso dei secoli rifacimenti ed ampliamenti vari, onde resta impossibile individuare il nucleo primitivo ed originale: forse il portico centrale.
Nel 1288 vi sorgeva vicino un monastero benedettino.
Nel 1475, per invogliare i fedeli a rivisitarla e a concorrere alle spese del restauro, fu dalla S. Sede indulgenziata per alcune ricorrenze liturgiche.
Nel 1574, lo storico Giulio Prudenzio di Alvito, così ce la descrive: “Vi è una Chiesa che se li dice S. Maria di Candito, ben fabbricata et con buone stantie; è luoco molto atto alla solitudine per uno eremita. Se visita spesso et devotamente da convicini, et vi sono assai sante reliquie, con un pezzetto di legno della Santissima Croce, dove il nostro Redentore fu chiovato e morì per noi”.
Nel 1693 appare il nome del primo benefattore: Cristoforo Bartolomucci di Picinisco, il quale, per grazia ricevuta, fece eseguire sull'altare di centro un artistica nicchia policroma alla Madonna.
Nel 1857 iniziarono i restauri che diedero successivamente al tempio di Maria la fisionomia dei nostri tempi. In quell'epoca la Chiesa era a tre navate con volte a pietra, a tre uscite e portico sul davanti. All'interno: due altari; su quello di destra troneggiava l'urna della Madonna in legno intagliato e chiusa da cristalli, dono dei devoti di Roccasecca e di Caprile.
Il restauro fu fatto a spese soprattutto di Ferdinando II, re di Napoli, e del popolo Settefratese, come attesta l'epigrafe apposta all'ingresso centrale della Chiesa.

Tra il 1821 e il 1849 il tempio fu ulteriormente ampliato, incorporando i due portici che si aprivano sui laterali, come sviluppo e continuazione di quello posto sul fronte della Chiesa.
Pure in quegli anni, ad opera della grande eremita di Canneto Agnese Massarella, fu costruita la casa del Pellegrino.
Dal 1921 al 1923 fu realizzata la facciata in pietra da taglio e sistemato il piazzale antistante.

Dal 1951 al 1968 sono state eseguite le seguenti opere: prolungamento della Chiesa con la costruzione della nuova abside e sacrestia nel seminterrato (Progetto dell'Ing. Terenzio di Settefrati); trono marmoreo della Madonna (Disegno del Prof. Capocci di Settefrati ); balaustra in marmo; impianto elettrico.

 

NOTA! Questo sito utilizza i cookie .

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Approvo

Login

« Novembre 2017 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30      

Orari Santuario

Novembre 2017
solo Festivi
Apertura :9.30
S.Messe :11.00-16.00
chiusura :17.30

Bollettini

Offerte

                  Per le tua offerta

Free business joomla templates