EVVIVA MARIA
Versi di A. Venturini

Evviva Maria nell'ermo Canneto.
Un popolo lieto evviva gridò!

Sui balzi in Canneto comparve Maria,
un suon d'allegria quel bosco mandò.

Quel bosco, quel prato si scelse a dimora,
di grazie l'aurora per noi cominciò.

Apparso tra i monti quell'iri vivace,
un'ara di pace sui monti s'alzò.

Allora festante su quel sacro suolo
innumero stuolo di popoli andò.

I popoli accorsi cercarono l'ara
e fecero a gara a chi più l'amò.

E viste l'auguste sembianze leggiadre,
di grazie la Madre in lei salutò.

A nostra custodia dal cielo discese
lo sguardo distese e il turbo fugò.

Al raggio primiero dell'alma sua fronte
l'immenso orizzonte di luce brillò.

Le fulge sul petto più viva più bella
la tremola stella che l'alba annunziò.

A quanti percossi di nera procella
quest'alma donzella soccorso portò.

O torre agguerrita roveto incombusto
letizia del giusto ognun ti chiamò.

Deh porgi soccorso al mesto mortale
che il genio del male afflisse e macchiò.

T'invocan i Regi t'acclaman le genti
ché de' tuoi portenti il mondo suonò.

De' miseri sei l'estremo conforto
adduci nel porto chi a Te si fidò.

Tu l'angue atterrasti del primo delitto;
l'Averno sconfitto per te sol restò.

La fonte verace di viva pietade
le nostre contrade difender giurò.

Il pianto de' figli s'alzava da un canto
Ed essa a quel pianto lo sguardò abbassò.