Quando
l’Angelus suonava di sera Il Papa lo recita lo recita ogni domenica, immancabilmente.
E tutti i giorni, allo scoccare del mezzodì, le campane delle chiese cattoliche
del pianeta lo annunciano squillanti. E l’<Angelus>, la preghiera mariana
che ha scandito il mezzogiorno per secoli più devoti e contadini di questo,
che ha introdotto invece le sirene delle fabbriche a segnalare la >.
Ma una volta il tempo era sacro, oggi è solo denaro.
Così anche l’ antica formula ha smesso la sua popolarità plebiscitaria e s’
accinge a una polverosa pensione persino tra i cattolici:>.
Le domande provocatorie sono di Jean Fournée, fondatore della Società parigina
di storia ed archeologia della Normandia, che ha scritto per la Libreria Editrice
Vaticana una smilza ma preziosa Storia dell’ Angelus in cui non mancano sorprese
e curiosità. La prima è senz’altro che l’ Angelus non nacque sotto il sole del
meriggio, bensì con la luce del crepuscolo: pare infatti che san Bonaventura
nel 1269 abbia chiesto ai suoi francescani di suonare la campana ogni sera per
chiamare confratelli e laici a recitare tre Ave Maria dopo la salmodia di compieta,
meditando sul mistero dell’ Incarnazione. Ecco dunque che, fin dal suo sorgere,
Quell’ embrione di Angelus è legato al din-don-dan che ancor oggi lo caratterizza
e che-secondo Fournée- è già per se stesso preghiera.
Quella delle tre Ave era peraltro pratica già popolare nei secoli tra il 12
e 13; agli inizi del Duecento sant’ Antonio da Padova la raccomandava con calore
e alcuni fedeli l’ accompagnavano con una triplice genuflessione: proprio come
l’ arcangelo davanti alla Madonna nell’ iconografia classica dell’ annunciazione.
Fournée raduna testimonianze medievali secondo le quali tre tocchi di campana
annunciavano ogni sera l’ <Angelus post completorium>(dopo
compieta) a Venezia come in Spagna e Ungheria o Francia. Il primo Papa a occuparsene
è Clemente V, che nel 1314 prescrive il suono serale accompagnato dalla preghiera
alla Vergine; e il successore Giovanni 22 concede un ‘ indulgenza a chiunque
in ginocchio le tre Ave. L’ uso dello scampanio serotino dei conventi (che nel
frattempo hanno cominciato a destinare all’ Angelus campane apposite ) si fonde
e confonde con quello civile del coprifuoco, prescritto in alcuni feudi e comuni
per ragioni di difesa e d’ ordine pubblico.
Tale simbiosi è tuttora trasparente nell’ uso dei campanari, che segnalano l’
Angelus con tre terne di tocchi ( nei cui intervalli si recitavano le tre Ave
Maria ) seguite da un suono a distesa ( eredità dell’ antico coprifuoco ). Ma
sono gli inglesi - allora all’ avanguardia della pietà mariana - a raddoppiare
nel 14 secolo l’ Angelus al mattino, dopo l’ << ora prima >>.
Anche Pavia adotta il bis dell’ orazione angelica mattutina già nel 1330. E
l’ Angelus di mezzogiorno? Quello arriva circa un secolo più tardi: la prima
testimonianza proviene dalla Slovacchia ed è datata 1413, ma pare fosse limitata
al solo venerdì per onorare la Passione di Cristo. Nel 1456 un altro Papa, Callisto
3, << lancia >> l’ Angelus meridiano come << crociata>> di preghiera per scongiurare
il pericolo turco; nel 1472 Luigi IX°Francia lo estende a tutto il regno come
intercessione per la pace. Da allora la pratica del triplice Angelus ( solo
i certosini ne hanno 4: uno anche notturno ) si diffonde in tutta la cristianità.
Ma non è ancora nella formula oggi nota: che va precisandosi solo nel Cinquecento
in alcuni libri di pietà. Quanto all’ alternanza pasquale, tuttora rispettata,
col Regina coeli, fu il frutto di una prescrizione settecentesca di Benedetto
XIV.